Prima dell’avvento della radio e delle trasmissioni in tempo reale, gli appassionati di baseball dovevano fare affidamento a forme di comunicazione rudimentali, ma non meno coinvolgenti, per seguire i risultati delle loro squadre preferite. Una delle innovazioni più rivoluzionarie fu l’introduzione del “Play-o-graph” o “Playograph” alla fine del XIX secolo. Il Playograph era un tabellone, prima meccanico e poi elettronico, utilizzato per trasmettere i dettagli di una partita di baseball: riproduceva il campo, con il punteggio per ogni inning, le formazioni delle squadre, e simulava ogni lancio (ball, strike, valida…). Una “X” sul diamante rappresentava un corridore; una “O” visualizzava il corridore eliminato; una palla bianca veniva mossa per mostrare fastball, curve, dove veniva colpita e così via. Per far funzionare il Playograph era necessario un team di tre persone: un operatore telegrafico, che guardava la partita in diretta e trasmetteva i dettagli della telecronaca alle due persone che poi muovevano, rispettivamente, il segnalino della palla bianca e tutti gli altri elementi grafici. In seguito furono introdotte diverse innovazioni, come il passaggio da meccanica a elettronica, l’uso di luci colorate per indicare i giocatori, la loro posizione sul campo o se il battitore era salvo o eliminato. Il Playograph divenne un evento sociale abituale, con gente che assisteva in gran numero alle ricostruzioni delle partite: c’era addirittura chi pagava un biglietto per poter seguire gli aggiornamenti in diretta. Il tabellone veniva montato ai lati degli edifici, negli auditorium, nei parcheggi, nei teatri, per strada e a volte erano persino itineranti. I quotidiani erano soliti usare i Playograph, soprattutto quando si occupavano delle World Series. Per un certo periodo, le stazioni radiofoniche locali trasmisero le ‘playografie’, con gli annunciatori che fingevano di descrivere una partita che in realtà stavano “guardando” attraverso i resoconti dei nastri del telegrafo. Lo stesso Ronald Reagan negli anni ’30 lavorò come annunciatore sportivo per la WHO Radio di Des Moines, Iowa. Reagan commentava le partite dei Chicago Cubs, ma invece di essere allo stadio, ricreava le azioni basandosi su fogli di carta battuti a macchina da un operatore telegrafico che trascriveva il resoconto delle azioni inviate in codice Morse. Il 7 giugno 1934, con i Cubs e i Cardinals in parità sullo 0-0 nel nono inning, la linea cadde: piuttosto che perdere il suo pubblico, Reagan improvvisò una serie di foul ball che durò quasi dodici minuti (!!!) fino a quando la linea tornò a funzionare. Il futuro presidente degli Stati Uniti avrebbe condiviso questo aneddoto per decenni a venire…